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Per stare un po' bene

La vita non ha più il gusto di essere vissuta, eppure una mattina, camminando sulla spiaggia, ero felice di non pensare e di godere di quella cosa, se l'ho provata quella volta magari allora ce l'ho ancora.

di Luna
Ciao,
ho trovato per caso questo sito nella speranza che qualcuno mi dica qualcosa che mi faccia comprendere. Sono molto confusa, triste, la vita non ha più il gusto di essere vissuta.

Negli ultimi due/tre anni mi sono successe alcune cose che ora mi rendo conto non essermi scrollata di dosso come invece pensavo.
Il mio capo, che conosco da una ventina di anni, persona tranquilla e che non ha mai avuto neanche un normale rapporto di amicizia con me, alla morte della moglie, una sera se non stò attenta mi salta letteralmente addosso ed è andato avanti per un po di tempo, anche se io non ho mai ceduto. Ora mi fa veramente schifo.
Lui si è trovato una ragazza e quando entra a me mi fa ribrezzo. Vorrei vendicarmi, ma vorrei anche più di tutto lasciare perdere questa storia dentro di me, ma non sono capace. Qui il clima è pesante a volte e spesso non mi va di stare qui.

Poi mio cognato, grande amico mio e di mio marito, abbiamo scoperto che si era fatto la copia della chiave di casa mia e andava e veniva come voleva, ripulendo portafogli, e oggetti vari di casa. Oddio che casino, ho dovuto pagare un investigatore per prenderlo con le mani nel sacco. Qualcosa ha restituito ma non è questo...
Abbiamo deciso tutti e tre, io lui e mio marito, di non dire nulla alla mia famiglia (nel frattempo mio padre è anche morto) per non creare problemi, ma il problema forse ce l'ho io e non riesco a liberarmene anche se ora, dopo tre anni dalla morte di mio padre, stò pensando di parlare con mia madre e anche con mia sorella.

Dolcus in fundo, c'era un'altra persona nella mia vita, ci siamo amati tanto, per lui stavo lasciando mio marito.
Fortunatamente non l'ho fatto ma perché amo di più mio marito. E' successo che la moglie ha scoperto una telefonata, fortunatamente siamo riusciti a fagli credere che siamo solo amici, e lui è tornato dalla sua famiglia a gambe levate.
Ma non è questo, a me non manca lui, non era neanche il mio tipo, sto meglio con mio marito, è che se lo penso fare con sua moglie ciò che faceva con me, mi prende una gelosia stupida che non riesco a fare tacere. E pensare che ultimamente, quando facevamo l'amore, non era neanche così stupendo e non so perché mi sento così. Forse vorrei che non fosse felice, che pensasse sempre a me. Credo che vorrei averla vinta, tutto qui.

Tutte queste cose mi stanno facendo schizzare. Cerco di stare calma, a volte ci riesco, altre volte mi prendono tutte queste emozioni insieme, ed è un casino.
Mi sono resa conto in questi giorni, che i momenti felici della mia vita sono sempre dipesi dalle cose esterne, praticamente solo quando le cose vanno bene mi sono sentita felice, e invece penso che lo stare bene sia una condizione interiore che non sono capace di sentire, non riesco a capire come devo fare.
Io mi ricordo tanto, e spesso la cerco, una sensazione stupenda che ho provato una mattina camminando sulla spiaggia da sola, io ero felice di non pensare e di godere di quella cosa, se l'ho provata quella volta magari allora ce l'ho ancora.
Non so che fare per stare un po' bene.


La nostra risposta:
Cara Luna,
la tua "malattia" si chiama insoddisfazione, e te la sei coltivata con cura in tutti questi anni facendotela crescere addosso come l'edera, finché non ha iniziato a soffocarti.
La sensazione che hai avuto su quella spiaggia può sempre sorgere dentro di te, ma non può sorgere "a comando". La puoi cercare, si, ma può solamente sorgere da sola. Più cerchi di sentirla e più si allontana. Come una farfalla, se cerchi di afferrarla vola via, ma se non fai nulla per prenderla viene a posarti sulla tua mano.
Come? Come faresti a farti posare una farfalla sulla mano. Cioè mettendoti nelle condizioni più favorevoli perché accada.
Nel caso della farfalla, ad esempio, sarebbe quello di sdraiarsi su un prato fiorito, magari vicino ad una Budleia (una pianta chiamata "albero delle farfalle"). Nel tuo caso è quello di "ridimensionare" la tua vita.

Ricorda quella mattina sulla spiaggia. Quello stato di benessere era dovuto principalmente a due cose: il "non attaccamento" e la "semplicità".
In quel momento non avevi una casa, dei beni, un lavoro, un marito, un amante, un principale... avevi solo la spiaggia, l'aria, il sole ed il mare, la massima semplicità.
In quel momento non eri attaccata ai tuoi beni, ad un uomo, ad un luogo od una carriera, quindi non avevi timore di perdere, rimpianto di aver perso, invidia per chi ha...
Non è il "non pensare" la chiave della felicità. E' il pensare con semplicità e non attaccamento.

Inizia a semplificare la tua vita, diminuisci le cose che fai, le cose che hai, le persone a cui pensi, i problemi di cui ti preoccupi. All'inizio sarà difficile, inizia con ciò che ti importa di meno, ma vedrai che presto sarà più facile. Via via che semplifichi, dovresti anche riuscire ad essere meno attaccata, meno aggrappata alle cose che hai. Ed essere sempre meno assillata da paure, pericoli e minacce al "tuo".
Semplificare ed essere meno attaccata servirà ad avere meno stress, meno pensieri verso le cose, verso l'esterno. Questo vuol dire mettersi nelle condizioni per poter essere più presente ed attenta al tuo interno.
Adesso sarebbe assurdo dirti di metterti seduta a fare meditazione, ad esempio, perché sei troppo presa dalle emozioni legate al mondo esterno. Al massimo ti annoieresti e ne ricaveresti solo dolore alle ginocchia. Piuttosto di darti indirizzi di centri di meditazione, ho quindi preferito consigliarti questo "trucco" per metterti sulla strada per essere, un giorno meno lontano di quello che credi, soddisfatta di te stessa e della tua vita. Sarà quando potrai domandarti "se questo fosse l'ultimo giorno della mia vita, sarei felice di questa giornata?" e risponderti di si. Quel giorno sulla spiaggia lo saresti stata.

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