Sono innamorata della mia professoressa




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Sono innamorata della mia professoressa

Lo spazio affettivo che si sviluppa nell'insegnamento è un fattore altamente positivo per uno studente: lo incoraggia a studiare, a "faticare", a migliorare, tramite l'ammirazione che prova verso un insegnante. Ma spesso questo rapporto affettivo trasborda a causa di una falla.

di Consuelo
Mi presento. Ho 22 anni, sono una studentessa universitaria e lavoro nello stesso ambito dei miei studi.
In generale ho una vita normale: una famiglia come tante, un ragazzo che amo e che mi ama, delle amiche sincere. Però da quando l'ho incontrata, lo scorso anno, qualcosa è cambiato in fondo alla mia anima. Sto parlando di una mia professoressa, sicuramente tra le più brillanti in facoltà.
Io sono molto timida e non sono mai riuscita ad instaurare un rapporto amichevole con nessun professore o assistente. Però, come ho già detto, lei è diversa da chiunque altro, fuori da ogni regola, e l'ha dimostrato col tempo. Ad ogni nostro colloquio aveva sempre da ridire su tutto, ma sempre con un sorriso dolcissimo. Adoravo il modo in cui mi guardava, quasi cercando i miei occhi e quando finalmente li trovava, potevo scorgere in lei l'innocenza di una bambina. Era il momento più bello della settimana per me, ve lo assicuro.

Poi un giorno, in prossimità dell'esame, lasciò il suo numero di cellulare a me ed altre colleghe. La richiamammo diverse volte, finché arrivò il giorno dell'esame che per fortuna è andato bene. Dopo quel giorno, con mia grande sorpresa, fu lei che iniziò a chiamarmi, ma gli argomenti delle nostre conversazioni erano tutto fuorché universitari.
Le telefonate e gli SMS continuarono per un periodo, che finì quando mi chiese di prendere un gelato insieme. Forse non avrebbe dovuto, ma questo messaggio mi spaventò terribilmente. Non nego di aver immaginato diverse volte una mia possibile storia con una donna, ma forse perché non ne ho mai avuta l'occasione, tutto restò limitato sempre e solo ad una fantasia. Ecco, la richiesta di prendere quel gelato mi ha confusa terribilmente, al punto tale che non risposi all'SMS.

Da allora i nostri contatti cessarono e con l'arrivo dell'estate smisi quasi di pensarci. Finché le lezioni ricominciarono. Rivederla mi spaventava, mi sentivo in colpa, come se l'avessi tradita. Inizialmente cercavo il suo sguardo, ma inutilmente. Non mi vedeva. Non esistevo. Adesso il tempo è trascorso. Il rapporto universitario si è minimamente ricomposto. Una sera mi ha anche dato un passaggio e subito dopo mi spedì un altro SMS, ma era tutto comunque freddo.
Adesso la sogno troppo spesso, mai nulla di volgare. Mi manca la sua dolcezza, mi mancano i suoi sorrisi, tutte le attenzioni che adesso vedo rivolte a molti altri studenti.
Ieri sono rimasta in facoltà fino a tardi, ma non sono riuscita ad incrociarla. Le mando messaggi e lei mi risponde, ma non vorrei che lo facesse solo perché si senta costretta a farlo. Adesso so solo che mi manca, ma non è gelosia rispetto agli altri studenti. E' bisogno di averla vicina, come una volta. Non so però se sia opportuno parlarle.. in fondo è una mia professoressa...


La nostra risposta:
Ciao,
la tua storia anche se per certi aspetti è una delle più comuni. Dico che è delle più comuni perché molti studenti alla vista di un professore colto, istruito e preparato nella sua materia ne rimangono folgorati e conquistati, arrivano a trasformare il loro spirito cosi brillante e ai loro modi cosi dolci e gentili in qualcosa di più.

E' molto conosciuto il transfert che avviene fra un terapeuta ed il suo paziente, soprattutto nell'analisi psicologica, ma questa relazione emotiva-affettiva inconscia avviene non solo in tutte le relazioni terapeutiche, ma anche è comunissima nella relazione docente-studente. In presenza di certe situazioni (magari un bisogno di comprensione e affetto) la naturale relazione di fiducia, che può arrivare anche all'ammirazione, si trasforma in un rapporto affettivo.

Non per sminuire quello che ti è successo, ma è comune, e spesso ci si scherza e si guarda con simpatia, il caso dell'alunno delle elementari "innamorato" della maestra. Cambia l'età, nel tuo caso, ovviamente. Il bambino è più soggetto a queste "infatuazioni" perché psicologicamente più delicato e, perché risente di più di eventuali carenze affettive in famiglia; tu dovresti essere più "solida" da questo punto di vista.
Probabilmente, se ti è successo questo, qualcosa c'è stato anche da parte della professoressa. L'esperienza, se non una preparazione adeguata, dovrebbe fornire ai docenti una certa capacità di contenimento di questi fenomeni di transfert. Se ciò non è avvenuto in questo caso, vuol dire che la tua prof ha avuto un periodo di qualche difficoltà, forse semplice bisogno di contatto umano, forse di amicizia. Anche i prof sono esseri umani!

Non si tratta di amore, non si può trattare mai di amore in questi casi in cui l'affetto nasca da basi "falsate" quali un rapporto terapista-paziente, medico-paziente o docente-studente, quando insomma c'è un "trucco sotto" ed uno dei due è palesemente avvantaggiato dalla fiducia dovuta ad un rapporto di forzata dipendenza fisica o psicologica.

Hai una bella famiglia, delle buone amiche e un ragazzo che ti vuole bene, non sarebbe opportuno rischiare tutto per qualcosa che forse non esiste.
Però dovresti domandarti perché questo è successo, perché sei passata dall'ammirazione per una docente estremamente capace ad un trasporto affettivo così forte.

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I vostri commenti
Ci sono 1 commenti:

Mi è capitato. a differenza tua sono io che non riesco a guardala negli pcchi.

       (Scritto da Boh il 5/12/2015 02:02)


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