Lettera a mia zia morta




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Lettera a mia zia morta

C'era l'universo l'eternità racchiuso nelle tue braccia

di Gabriella miglioranza
Lettera a mia zia
Sono qui a pensare a te, ai momenti passati dall'ultima volta e quel giorno che ci siamo dette addio. Tu su quel lettino, in quel sgabuzzino di fortuna che mia cugina aveva allestito per te, ti aveva accolta in casa, per accudirti dopo, che i medici hanno detto che non c'era nulla da fare metastasi conclamata, tu in quel lettino, con quel tuo sorriso che non aveva perso il suo splendore, mi hai accolta; mi aspettavi, sapevi che il tempo era tiranno con te e che ti concedeva poco per me. Ti sei alzata con la testa per abbracciarmi, ma le forze non ti reggevano ti stavano lasciando piano piano e quel corpo devastato ormai dalla malattia, era fragile,
Il mio pensiero allora va all'ultima volta che ti vidi due anni prima, all'ultima estate insieme Alle nostre chiacchierate a quelle nostre confidenze e quei momenti belli fra noi.
E ancora al tuo primo abbraccio anni che furono che avevo 15 anni Prima esistevi come zia lontana che avevo visto due tre volte ad avvenimenti di lutto o nascite Ti ho conosciuto come sei al momento di quell'abbraccio.
Ho capito da lì che eri una persona speciale ho capito cos'è il voler bene e trasmettere amore La mia vita fino allora non era tanto piena di affetto, mia mamma mi aveva dato pochi abbracci poche carezze, ma che tu hai colmato.quel vuoto
L'ultima estate, ho capito che qualcosa non andava I giorni erano passati veloci troppo veloci Le tue vacanze poi erano state come al solito piene di amarezze Chissà come ogni volta lo zio litigava con qualche parente Sì il malessere dei tuoi ritorni dicevi Chissà come il male era sempre in agguato per portar via un po' di serenità tra noi ma noi eravamo una forza insieme e nulla ci separava
Quel tuo saluto alla partenza Se Dio vorrà, ci rivedremo Sto diventando vecchia e lo zio non sta bene il viaggio è lungo e chissà... ma se non dovessi ritornare... prendi questo anello Tienilo te lo regalo.Un tonfo al cuore,
Era appoggiata pensierosa e fissava un punto lontano... come le volte che qualche entità le parlava dentro Quell'anello era prezioso per lei e io lo sapevo... Un tonfo al cuore Ho pensato no è l'ultima volta che la vedo non è possibile L'estate senza lei la mia vita senza lei Le sue telefonate che duravano ore alla sera tardi, per avere un conforto una speranza per continuare a tirare avanti in questa vita sempre problematica. Con mio marito i figli e tanto altro E tu mi ascoltavi mi dicevi che venivi nel sogno a consolarmi e abbracciarmi
MI consolavi sì e mi davi forza per andare avanti senza paura che avrei avuto un giorno la serenità
che meritavo UN domani la avrei avuta se non facevo follie Ero una capa tosta
Tu mia dolce anima quella sera eri lì puntuale nel mio sogno mia adorata come un angelo mi consolavi
Quanto mi mancano quelle tue telefonate e quei sogni quel mondo che tu mi facevi conoscere a mano a mano In quei periodi di sofferenza e di dolori eri la mia luce la mia lampada che non mi faceva cadere nella disperazione più totale In quei momenti, posso solo ringraziare te se non mi sono mai trovata nei meandri della pazzia, del suicidio perché tu mi eri vicina.
Quando la malattia cominciò a devastarti ho capito che era la fine che ti perdevo Le telefonate erano diverse e tu già sapevi... che la vita ti lasciava ti stavi spegnendo piano piano.
Decisi di venire da te La scusa è stata una vacanza all'Isola d'Elba perché mio marito con questa scusa era felice di venire.
Ma io nel mio cuore stavo soffrendo Quando ti ho visto piansi Eri dimagrita non mi avevi detto nulla del tuo stato di salute La tua gamba aveva una piaga, non ti reggevi in piedi Dalla malattia non riuscivi più a mangiare lo zio non voleva nessuno in casa e non avevi nessuna assistenza Ho litigato con lo zio Sono andata in farmacia e ho domandato aiuto al dottore che ti conosceva.L'ho pregato di aiutarti Ero impotente... ti dissi che ti portavo a casa mia rinunciavo alle vacanze e volevo restare con te ma tu mi dicesti con quell'accento toscano che avevi:- OH! bimba sono arrivata al capolinea fino a qui ti ho portata ora lasciami andare e guardandomi ancora negli occhi mi dicesti Sono stanca lasciami andare ora sei forte da camminare con le tue gambe Ti ho plasmato sei grande ora cammina io qui mi fermo! Mi raccontasti di quel sogno...
Tua madre e la mamma celeste non ti hanno voluto mesi prima e tu capisti che dovevi passare momenti di sofferenza prima di raggiungerle e piangevi perché sapevi quanto dovevi salire e il dolore per quel no voltandoti le spalle se ne erano andate
Non volevo lasciarti quel giorno sola così Ho litigato con lo zio perché non voleva nessuna assistenza Ho litigato con mio marito perché voleva imbarcarsi all'isola e io quel giorno morivo con te... Ho passato 15 giorni tremendi ero a pochi chilometri in linea d'aria da te e non potevo far nulla E lei- Vai non c'è più nulla da fare voglio tornare a casa dalle mie mamme... accettalo anche tu come sto accettandolo io.
Quel sorriso per rassicurarmi che ce la faceva anche da sola
IL mese dopo ti eri decisa ad andare all'ospedale Lo zio mi telefonò e mi fece parlare con te
- IO voglio morire a casa mia...
- Piangevi Quante volte queste parole a casa mia facevano eco nella mia mente Se tu non andavi all'ospedale potevi abbreviare la tua sofferenza Il male era esteso oramai in metastasi allo stomaco Non riuscivi a mangiare - Lo zio mi aggiornava dei tuoi progressi e dei tuoi recessi Sapeva quanto ti volevo bene Poi i giorni passavano eri sempre all'ospedale Fino a chè in ottobre una mia cugina ti prende con se a casa e mi telefoni
- - Ti voglio vedere corri vieni al più presto
Il dolore dell'abbandono Dicevo ecco se ne va e non posso rivederla abbracciarla e dirle per l'ultima volta ti voglio bene.
Quanto ho fatto per arrivare in tempo ad abbracciarti ancora Ho chiesto a tutti se potessero accompagnarmi La strada era lunga e io non è che sappia guidare tanti chilometri così tra la nebbia
Mio marito mi disse se ero pazza poi successero tutte in quel periodo la macchina prese fuoco
E mio figlio si infortunò
Ma io decisa ho trovato un mio cugino disponibile... decisi di andare... ha cominciato a nevicare
Ho maledetto più volte in quei giorni per non riuscire a guidare io con sicurezza Quanta neve quel giorno che avevamo deciso di partire e tu nel sogno mi chiamavi: dai vieni ti aspetto.
La settimana dopo partimmo, il sole ci seguì per tutto il viaggio era un'altra primavera.
Per strada la neve della settimana prima stava sciogliendosi e non c'era nemmeno la nebbia
Poi siamo arrivati l'emozione del vederti mia cugina che ti amava come fosse tua figlia che non avevi mai avuto Lei in quei mesi ti è stata vicina ti ha accudito rinfrancata. Quanto l'ho invidiata avrei voluto essere io a fare tutto ciò Coccolarti accarezzarti, nutrirti e amarti, ma in quelle poche ore che ero lì volevo concentrare tutto ciò e in quelle poche ore ti ho accarezzato coccolato nutrita raccontato e tu mi sorridevi con quel sorriso tuo, felice che io sia stata lì a fare tutto ciò Dovevamo partire alla sera stessa quindi tre o quattro ore potevo stare lì con te Tutto l'amore che hai avuto per me tu lo ricevevi tutto ed eri felice volevo darti energia tutta quella che potevo Tu ti assopivi ogni tanto poi aprivi gli occhi e con grande meravigliosa dolcezza mi guardavi E allora ti domandavo dove ti fa male con le lacrime agli occhi dicevo qui zia e ti massaggiavo la parte dolorante Con un filo di voce o con un accenno assentivi e mi dicevi stolta ora che ci sei tu anche se mi fa male sono felice e sopporto di più quei ultimi massaggi sulla sua pelle ne sento ancora il tatto.
Pelle oramai privata dalla carne sentivo solo ossa spigolosi e pelle Ti aveva divorato quella malattia Pregavo Signore fa che questa giornata sia la più lunga possibile Ma dovevo lasciarla andare Sapevo che lei preferiva così e le dissi ora sei contenta di ritrovare le tue mamme... e lei di rimando: Ora non possono rifiutarmi...e mi sorridesti
Tornava nel posto che lei già conosceva e che era andata da bambina. Dove si è sentita veramente felice e che lei nelle lunghe chiacchierate tante volte mi raccontava ed esaltava quel posto ed era la dimora dei Santi
- Era serena senza paura e anelava quel momento e io lo percepivo in ogni istante che ero lì con lei era arrivata al capo linea veramente ora spettava di salire in alto Aveva terminato in terra quello che doveva fare La sua missione che tanto avevamo parlato Mi aveva fatto diventare come lei umile
Dolce Piena di speranza nella vita mi aveva insegnato ad amare tutto il mondo non una cosa una persona ma tutti indistintamente quell'amore con la A maiuscola che non si esaurisce mai Anzi si rigenera sempre ogni volta che lo doni.
Sono tornata a casa, triste perché ti lasciavo ma la tua serenità che hai donato ancora in quel letto di morte è stata tantissima eri libera ora di andare via e lo capivo Una gran pace c'era in me e ti ammiravo per la tua dignità e per la tua serenità ad affrontare la morte. Tutto era dignitoso anche quel sgabuzzino che non c'era posto per tre ma per me e per te, sì io e te stavamo proprio bene stretti stretti così
Due giorni dopo la telefonata :
-Gabry la zia è morta serena dopo che tu sei partita si è assopita e d è entrata in coma...
Dormi zia Riposa ora lo puoi fare hai trovato quella felicità che tanto mi parlavi nei tuoi racconti che sapevano di mistero dall' aldilà tutto tu puoi, mio dolce angelo Tu che hai vissuto nei due mondi paralleli ora sei presente sempre in me Ti porto dentro sempre ovunque vada nelle mie parole nel confortare nel perdonare nell'amare, ma come mi manca quel tuo grande abbraccio... il tuo grande immenso abbraccio, c'era l'universo l'eternità racchiuso nelle tue braccia la gioia l'amore e io mi scioglievo e diventavo piccola piccola e tu eri la mia mamma non la mia dolce adorata zia
Un bacio


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