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Ci siamo piaciuti subito, decidemmo di continuare a viaggiare insieme eravamo entrambe appassionati di biologia e lingue

di Alex
Avevamo 20 anni, ci siamo incontrati in Israele. Lui stava visitando la nonna e gli zii io ero li perché mio padre mi convinse ad arruolarmi all'esercito Israeliano e non avevo nulla da perdere.
E' stato un colpo di ”fortuna” anche se guardando indietro forse sarebbe stato meglio non incontrarci mai. Lui era un ragazzo mentalmente instabile e tremendamente insicuro, io uno di quei tipi che brucia attraverso la vita come un tram in fiamme. Al tempo avevo messo a posto i casini vari che avevo alle spalle (alcolismo, spaccio, eroina, cocaina, senzatetto) e mi ero pure messa in forma allenandomi in vari sport da combattimento e vincendo pure qualche medaglia a livello nazionale (per principianti ma e' comunque qualcosa) .
Ci siamo piaciuti subito, decidemmo di continuare a viaggiare insieme eravamo entrambe appassionati di biologia e lingue, andammo in Spagna lui m'insegno' l'ebraico io gli insegnai lo spagnolo.
Poi decidemmo di tornare insieme in Australia, il suo paese di origini. M'iscrissi alla sua università per fare una laurea in neurofisiologia. Prima pero' passammo per il mio paese nativo dove dovetti confrontare tutti gli scheletri nel cassetto.
Non riuscì a resistere e mi feci una pera, poi un'altra e così via finche' non mi diedi un overdose per sbagliato. Lui mi fece la respirazione bocca a bocca dato che non respiravo e chiamo' un'ambulanza.
Gli chiesi se cio' avrebbe cambiato qualcosa tra di noi, lui mi disse di no che mi amava comunque fossi ma che ora gli dovevo la vita e come minimo gli dovetti promettere di smettere di bere, fumare e farmi le pere.

La settimana dopo prendemmo l'aereo per Sydney, vivemmo insieme per quasi un anno ma fu una storia assurda.
Mi resi conto che lui non aveva praticamente nessun amico e che aveva il vizio di raccontare storie praticamente incredibili. Mi disse di avere un quoziente intellettivo di 190 io gli chiesi che test avesse preso lui mi disse ”uno professionale” Io gli chiesi il nome del test e lui non mi seppe rispondere. Io gli dissi che i nuovi test d'intelligenza non misurano oltre 160 a meno che non siano basati su Alfred-Binet, un metodo obsoleto e dubbio che ormai e' in disuso. Mi disse che a tredici anni sentiva le voci ma non aveva mai preso medicinali e che le voci ora non c'erano più perché era meno stressato... mi disse di aver ucciso delle persone, ed altre favole. Mi sentivo come mi stesse insultando, feci finta di credergli comunque... lo amavo d'altro canto. Razionalizzavo dicendomi che aveva bisogno di mentire a se stesso a causa degli abusi subiti dai suoi coetanei crescendo. Manifestava ogni segno di narcisismo patologico. Lo amavo comunque.

Un giorno decisi di tornare in Europa per le vacanze. Lui mi fece promettere di non toccare droghe. Io accettai con malavoglia sapendo che non c'era speranza.
Ruppi la promessa e lui mi lascio' con un messaggio su Facebook.
Tornai in Australia e continuammo a vederci per un breve periodo, diceva che mi amava ancora ma che lo avevo ferito.
Se ne ando' in Indonesia per una conferenza umanitaria, il giorno del suo ritorno ci scontrammo violentamente, scopammo e la mattina dopo mi chiamo' per dirmi che non era più innamorato.

Dovetti iniziare a prendere antidepressivi, soffrivo di depressione da anni ormai ma avevo raggiunto il vertice e sentivo che non ce l'avrei fatta a lungo.
Lui. senza consultarmi, annuncio' su Facebook che sarebbe partito per il Vietnam per un anno intero. Mi chiamo' una settimana dopo dicendomi che ora stava con una ragazza di HongKong. Gli chiesi se mi amava ancora, disse di si. Gli chiesi se questa ragazza fosse più bella o intelligente o atletica di me lui disse: ”Lo dubito, ma di certo mostra più compassione”.

Smisi di prendere le pillole ma iniziai a bere e fumare come una volta nonostante abbia problemi di fegato.
Ho passato a malapena i miei corsi questo semestre, il dottore mi ha dato del valium ed ogni tanto lo scolo giù col sidro.
Non riesco a smettere a pensare a lui, a tutte le promesse infrante sia sue che mie...
Al futuro che avevamo pianificato ma che non sara mai e a quella ragazza di HongKong che mi ha bloccato su Facebook ancor prima che sapessi della sua esistenza.
A volte mi chiedo cosa lui le abbia detto di se e di me.
Non posso odiarla perche non la conosco ma so che gli ha chiesto di non contattarmi.
Sono mesi che non parliamo di giorno non ci penso, ma la notte lo sogno e non riesco a svegliarmi perché nel sogno siamo ancora innamorati.

Lo so che mi direte che col tempo passa e bere non serve.
Ma cosa faccio quando mi sveglio e la rabbia mi possiede a tal punto che potrei rompere il collo al primo sconosciuto che mi passa di fianco?


La nostra risposta:
Ciao,
la tua storia è una storia molto avventurosa, fatta di viaggi, posti nuovi, ma anche di tanti problemi.
Intanto il tuo è un problema che non dovresti sottovalutare, curati l'anima e vedrai che anche il tuo cuore guarirà da tutto il dolore che hai dentro e da tutta la rabbia che tieni dentro e che vorresti esplodere fuori. Lui ha deciso di andarsene via, ha incontrato una nuova persona, adesso sta a te, mettere un punto e chiudere questo capitolo della tua vita, e magari aprirne un altro, pensa un pò più a te stessa, e comincia a pensare al tuo futuro e alla tua realizzazione, però stando lontano dall'alcool e dalle droghe.

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