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Un altro tipo di storie Zen

di Salsa The Sleeper, Fano
Caro Luigi, cara Monaca,
vorrei tanto raccontarvi una storiella Zen (e non dite ’la sapevo già’ prima di essere arrivati in fondo). Orbene, come dicevo, un maestro zen discuteva amabilmente della attuale congiuntura economica assieme ai suoi discepoli, quando, di punto in bianco, chiese: ’Quel masso che vedete lassù, è dentro o fuori dalla vostra testa?’. Al che il più giovane tra essi rispose: ’Dentro!’, e il maestro, di rimando: ’Allora la tua testa deve essere molto pesante, fratello!’.
Il giovane discepolo fu costretto ad ammettere che forse il masso doveva trovarsi fuori della sua testa, e che quindi si era sbagliato, ma il suo animo orgoglioso e l’irruenza tipica della sua età, gli fecero aprir bocca di nuovo, e con un che di stizzito disse: ’Allora è fuori, maestro!’. Il maestro, comprendendo i sentimenti del giovane discepolo, ma pervaso dal desiderio di donare agli altri quel po’ di saggezza che si era faticosamente conquistato negli anni, rispose: ’La tua testa deve essere proprio vuota, fratello, e non sarà così che riceverai l’illuminazione. Questa sera verrò da te, per aiutarti a trovare la Via’.
La sera il maestro, come promesso, si recò a fare visita al giovane discepolo quando egli già riposava nudo nel suo giaciglio. Dopo essersi coricato, anch’esso nudo, vicino alla sua schiena, chiese al giovane discepolo: ’La mia verga è dentro o fuori di te, fratello?’, e il discepolo, con una smorfia di dolore: ’Ora dentro... ora fuori... ora dentro... ora fuori... ora dentro...’
Che fine ha fatto la famosa ’Guide to Oral Sex’ che vi avevo richiesto? Ah già! Non ce l’avete più, la cara Monaca ha usato l’ultima copia per rollarsi una canna, la mandate solo ai più bravi e meritevoli, mica a tutti gli stronzi che ve ne fanno richiesta, ti giuro che l’ho spedita e non capisco come mai non sia arrivata, che palle! Adesso te la mando, manca la busta, affrancatura insufficiente, etc. etc. etc. E i francobolli che vi avevo mandato (in tema clericale ché fa più fine), brutti ladri morti di fame che non siete altro? No, non è vero che siete brutti (anzi, cari Luigi’n’Monaca, se si potesse fare una cosa a tre, chessò, una bella briscola...), però ladri morti di fame si! Va bene, farò il buono, e siccome dall’ultimo numero di Bronx, n.ro 17 (e a giudicare dal ritardo con cui esce in edicola, ho davvero temuto che fosse l’ultimo, e con che cosa mi masturbo poi io, eh?) sembra che, per la preoccupante spinta inflazionistica cui è soggetto il nostro paese, abbiate deciso di aumentare il numero di francobolli necessari all’invio, per cui eccovi un bel francobollo aggiuntivo, e se avete usato i due che già vi avevo mandato per le vostre turpi comunicazioni di sevizie, faccio proprio bene a darvi dei ladri morti di fame. Volete anche la busta, cocchini belli? Vi devo mandare la lettera in formato elettronico, così nemmeno la leggete, vi formattate subito il dischetto, oplà, un altro contributo da parte dei lettori, ché se no con cosa campate? La volete comoda la vita, eh? Chi potrebbe darvi torto?
La busta non ve la mando, perché è così piacevole chiacchierare con voi, (più o meno come con il muro, a giudicare dal fitto scambio di missive tra voi e me) e insomma non posso lasciarmi sfuggire una buna scusa ’’Oh, non vi ho mandato la busta’- per poter di nuovo parlare con vossignorie.
Vi voglio inoltre ricordare che anch’io ho partecipato al grande concorso ’Vinci un abbonamento a Bronx’, e proprio adesso avete deciso di sospendere la cosa, preferendo le storielline arrapanti che vi mandano i lettori e le lettrici. Tutto sommato, se non vi do anche degli stronzi è perché vi voglio molto bene, e poi io sono una signora beneducata, come la cara Monaca, mica cazzi. Per vocazione personale, vi posso assicurare che sarà molto difficile che vi racconti i miei problemi, o quelli degli altri, o quelli che mi sono inventato, spero solo di farvi divertire (anche sessualmente), e che mi mandiate questa benedetta guida, perché se va in porto la famosa cosa a tre, non conviene farsi trovare impreparati dalla cara Monaca. Se poi la cosa non si dovesse fare, almeno con la parte ’How to suck cock’ spero di fare i soldi alla Gross di Rimini. Vi voglio raccontare ora, con tanto di copyright, un’altra bella storiellina Zen.
Un uomo era inseguito da una tigre, quando si ritrovò la strada sbarrata da un dirupo. Per non essere mangiato, si appese a una radice che sporgeva dal terreno scosceso. La tigre che lo inseguiva si fermò sull’orlo del precipizio, nono osando andare oltre. L’uomo pensava di essersi salvato, poiché si trattava solo di scendere con cautela in basso, quando vide che un’altra tigre lo aspettava in fondo al dirupo.
Disperato e ormai pronto alla morte, scorse poco più avanti una pianta di fragole, su cui era cresciuta una sola fragola, e si protese in avanti per afferrarla. Nel far ciò, la radice si ruppe e l’uomo precipitò a valle, dove l’aspettava la seconda tigre.
La tigre rimasta sull’orlo del precipizio si dovette accontentare della fragola e, rodendosi d’invidia, disse alla sua simile: ’Com’era buona!’. La tigre in basso, finendo di spolpare l’uomo e apprestandosi alla siesta, rispose: ’Com’era buono!’
Ma sapete cos’è lo Zen? Lo Zen è QUI, ORA! Era lì cinque minuti fa, e chissà dove sarà fra poco, e chi lo becca è bravo. Non per far sfoggio di cultura, ma un’altra storiellina proprio non ve la nego. Sapete com’è, con la faccia da culo che mi ritrovo, parlare è un po’ come cagare, e quando scappa, scappa!
Un borgataro di Roma, burino di nascita e affiliato alla banda della Magliana per vocazione, in seguito a uno scontro a fuoco con la banda di suo zio, detto ’o’ cannaparo’, dal quale era uscito miracolosamente illeso, decise di cambiare vita. Con un biglietto di classe turistica in tasca per la Cina, salì su un aereo e si recò a far visita ad un famosissimo maestro Zen per convertirsi alla vita ascetica.
Il maestro parlò al suo interprete, il quale gli spiegò che il maestro aveva chiesto quale fosse il suono di una mano sola. Il novizio rimase alquanto interdetto, ’ma chevvordì?’ fu infatti il suo commento, però era così determinato a trovare la Via che si sforzò di trovare una risposta e, in mancanza di meglio, si mise ad applaudire rumorosamente.
Il maestro si mostrò molto alterato dalla trovata del suo discepolo, usando espressioni in dialetto locale molto colorite. Il discepolo, un po’ rabbuiato, ’ma che se sta’ncazzà?’, cercò una nuova soluzione. Mentre meditava, una mosca venne a infastidirlo, e allora il discepolo prese ad agitare la sua mano in aria nel tentativo di allontanarla.
Il maestro, pensando che il suo discepolo lo prendesse per i fondelli, si alzò indignato e profferì alcuni pesanti insulti nei confronti del novizio, prontamente tradotti dall’interprete. Il burino de Roma, ritrovando se stesso e quindi la Via, incominciò a schiaffeggiare violentemente il suo maestro, e mentre lo schiaffeggiava urlava: ’lo senti’r sono de ’na mano sola, eh? Lo senti, brutto muso ggiallo de mmerda?’. Basta, è troppo caldo, me ne vado a fare la doccia, ciao cocchi belli! A risentirci.
Ah! Ah! Ah! Ci aveeteh credu-uh-tooh! E invece no! Non me ne vado, e colgo l’occasione per rompervi ancora le palle, gnàgnàgnàgnàgnà, tiè! Dal nuovo numero di Bronx (18/19) che ho testé fregato dall’edicola di mio padre (di cui sono socio) dando una bella botta con la macchina al furgone dei venditori ambulanti di tessuti lavorati, e fuggendo come un ladro, sembra che abbiate deciso di riprendere il concorso dell’anno a tot posti di pubblico impiegato presso la redazione più famosa del mondo (mi chiedevo, a tal proposito, come fate a dar lavoro precario a tipi come Kalashnikov, quando già di vostro non avete una lira: Facevo due ipotesi al riguardo: o non avete capito che più gente c’è a mangiare la torta, più le fette sono piccole, oppure siete schifosamente ricchi, e miserevolmente bugiardi e millantatori. Come? ’...le illustrazioni di un anonimo disegnatore di provincia si pagano molto meno di quelle di un professionista affermato, e poi tanto paga l’editore’, ah bene! Come non detto).
La faccenda dei tot posti a pubblico impiegato non c’entra niente, volevo dire che si può di nuovo vincere un abbonamento gratis per un anno rispondendo alle solite boiate (e togliete ’sentenza’ dal trafiletto, usate piuttosto ’verdetto’, giuristi popolari che non siete altro). Ovviamente dovreste pubblicare nome, cognome e indirizzo di chi vince, giusto per essere sicuri che effettivamente le risposte siano quelle dei lettori, e non il solito prodotto della vostra fantasia malata, e come al solito per ragioni di riservatezza etc etc non è possibile farlo. Va bene, non insisto (conoscendomi, una contraddizione!).
Mi immagino che, dopo aver scoperto la mia identità segreta di edicolante frustato, chiuderete nel cellophane anche Totem, per evitare che lo legga a sbafo. Vuol dire che lo esporrò al pubblico ludibrio solo di notte, o quando siamo chiusi (credete di essere i soli ad avere potere di vita o di morte sui vostri poveri lettori?). La mia risposta al ricco perato della garìonniere non è stata pubblicata, chissà come è andata a finire. Sarà morto di freddo? O di caldo? O in seguito alle percosse con inculata dei trans sòlati? In effetti, con i ritardi della vostra rivista, i ripensamenti dell’ultima ora e i repentini mutamenti di rotta, uno che ha veramente bisogno fa in tempo a crepare, anche con tutto l’amore, l’affetto ed il conforto che due crocerossine come voi potete prodigare a tutti i soldati del fronte della vita. Non vi sentite ogni tanto, oppure spesso, degli inviati di Dio (ops... degli dèi) in terra? Magari dei martiri consolatori? (-...con tutte le fregnacce che ci racconti, martiri lo siamo davvero’).
Bravi! Bravi! Bravissimi! Se non ci foste voi... pelosi caritatevoli morti di sonno! Qualche volta mi chiedo se, con tutte le belle parole che uso nei vostri confronti, arrivate a leggere fino a questo punto, o cestinate la lettera moooolto prima, previa asportazione del francobollo. La cosa, pur comprendendo il vostro stato d’animo, mi offenderebbe fin nel profondo, se fosse vera. Ma mi assicurate che leggete sempre tutto, quindi i miei insulti (benevoli, per carità) vi allieteranno le budella fino alla morte. Cercate di capirmi: senza di voi, senza le vostre carezze, i vostri orgasmi veri o simulati, senza il sapore delle vostre ’recchie, vi giuro, soffocherei...
Mi sa che ho sforato come al solito. Cinque, dico cinque pagine stampate per la vostra croce e delizia, da parte di uno sconosciuto bel tomo di provincia, e le cose che sto scrivendo ora le aggiungo solo per arrivare alla fine del foglio, affinché non possiate riciclare alcuna zona del medesimo per vostri fini personali che non siano andare di corpo.

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La nostra risposta:
Caro Salsa,
siamo andati di corpo molto bene, grazie. Abbiamo sempre detto che leggiamo tutte le lettere, ma non abbiamo mai specificato ’dove’ leggiamo alcune lettere che ci ispirano in tal senso.
La G.t.O.S. te l’abbiamo spedita non appena giunto il terzo francobollo (ce ne vogliono tre). Siccome non ci hai spedito la busta (ti stupirà, ma servirebbe anche quella) allora abbiamo spedito il tutto cellophanato nel domopack trasparente, non senza prima aver tradotto in italiano la prima parte di ’How to suck cock’ ed averla stampata a grandi caratteri, per la gioia degli occhi del tuo portiere e dei tuoi vicini di casa (se hai una cassetta della posta con lo sportellino di vetro).
Francobolli... dischetti... buste... va là... credi davvero che noi guadagniamo con queste cose? Siamo molto più furbi, noi. Il vero business sono gli indirizzari. Già: noi vendiamo i nominativi. Non sai che c’è una fame enorme di nominativi?!? Con questa situazione economica, nella quale la gente non compra più niente (e dire che Totem è un giornale a prezzo da discount), le aziende i clienti se li devono andare a cercare a casa.
Qualcuno ci scrive che si vuole suicidare? Ecco che noi vendiamo il suo indirizzo tre volte. La prima ad uno psichiatra che cercherà di farselo cliente; la seconda al rappresentante di una casa farmaceutica che cercherà di piazzare confezioni famiglia di tranquillanti ed antidepressivi; ed infine, se ci dice bene, ad una ditta di pompe funebri: ci sarà pure un padre, uno zio, un parente qualsiasi a comprare una cassa da morto, no?
Qualcuno ci scrive che non ha nessuna con cui scopare? Vendiamo l’indirizzo ad un editore di riviste e cassette pornografiche, nonché a qualche proprietario di 144 e di 005, perché inviino i loro allettanti depliant. Un altro invece scopa che è una bellezza? Vendita assicurata al fabbricante di preservativi colorati e profumati, e al commerciante di accessori erotici. Ci scrive un tossico in difficoltà? Ecco che ne vendiamo l’indirizzo da una parte ad una multinazionale che possiede comunità in tutta Europa, e dall’altra al pusher della zona.
Bello, eh? Non avevi mai sentito dire che le informazioni sono il vero tesoro del futuro?
(Nota di Monica: possibile che c’è ancora gente che trova spiritoso chiamarmi ’Monaca’? Alle elementari posso anche capire, ma ora...)

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