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Nero

Elucubrazioni sulle manie della moda

di Elio e le storie mosce, prov. Como
Ho le palle piene di questo nero!
Non si fa che vedere nero dappertutto. Se guardi (ahimè, contro la mia volontà) Sanremo, quasi tutti i cantanti sono vestiti in nero. In discoteca tutti sono vestiti in nero; sembrano dei pipistrelli eccitati dalle luci psichedeliche, anzi è strano che nessuna ragazza mi salti addosso per succhiarmi il sangue! Ci credo che siano sempre depressi o incazzati. Anche a me piace il nero, ma da qualche settimana lo sto boicottando solamente per protestare contro tutti quelli che vedono solo nero e alla faccia dei punk (che pure mi stanno simpatici). Cazzo ci sono ben altri colori altrettanto di moda.
Il marrone della merda calpestata che si trascina sul marciapiede. Il rosso acceso di un clitoride ben trastullato (se la memoria non mi inganna). Il giallo-verde del vomito che scivola nel water, dopo che ti è scivolata in gola una bottiglia di salutare Nardini. Il viola intenso della botta che ti sei fatto cadendo per le scale mentre cercavi di raggiungere il water del colore precedente. L’azzurro come il cielo di quell’estate, quando me ne stavo disteso in spiaggia con un the ghiacciato a fianco e una radiolina accesa a fianco e la mia ragazza bagnata sopra.
Dimenticavo! Scrivo anche in risposta a quei cretini che hanno votato il nero come colore preferito in un’indagine svolta, immagino, dal solito Luca Boschy e apparsa su Totem Comic del 15.10.95.
Pensiero dell’01:44: abbiate una veduta più rosea della vita possibilmente concentrandovi sul corpo di una bona ragazza.
Intrallazzandomi il cervello, mi è venuto in mente un’altra cosa che devo assolutamente comunicarvi. Avete presente quel fumetto o fotoromanzo o come cavolo vi pare di nominarlo dove compare il titolo "Storie della benedetta naja"? Ecco, dopo la dichiarazione di innocenza del Berlusca è la più grossa stronzata che si sia mai letta in Italia.
Posso capire che c’è la crisi anche per voi, ma non potete certo affiancare il suddetto obbrobrio con fumetti del calibro dello scellerato Edika (colgo l’occasione per mandargli un bacione sotto le ascelle). Orsù, estirpate il Male che c’è in voi; se non lo farete vi spedirò al più presto la foto di M. Mosca nudo.
Sono le due del mattino e comincio a stancarmi di consumare inchiostro per dei pidocchiosi come voi.
Se qualcuno volesse giostrare con me sfidandomi a singolar tenzone non deve far altro che impugnar la penna e sfogare sulla cellulosa ogni più recondito pensiero. La risposta è assicurata tranne che a Liù di Padova, la tirapacchi.

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La nostra risposta:
Caro Elio,
neanche a noi piacciono molto le "Storie della benedetta naja" e seguiremmo volentieri il tuo consiglio d’estirparle, se una buona parte dei lettori (e soprattutto l’editore) non mostrassero invece di apprezzarle non poco! Totem è anche così: stupido, trash, sarcastico, sdolcinato... mica si può essere sempre geniali, spiritosi, arguti ed impegnati, e poi comunque ci piace di più essere un po’ di tutto questo, piuttosto che specializzarci in un’unica direzione.
Ed è qualcosa a cui teniamo molto, questo essere un po’ "Pisello di Marcello" e un po’ gli orfanelli di Giménez, ed anche in "Confessioni" ci piace mischiare, pubblicare storie serie e cazzeggiamenti, parlare di zen e di gatti e di sesso... e anche di colori. Ma anche in questo campo ci riconfermiamo come minoranza, anche se rumorosa: se alla maggior parte dei "sondati" da Luca piaceva soprattutto il nero, non distaccandosi molto dai cantanti di Sanremo e dai frequentatori delle discoteche, ecco che qualcuno si stacca dal gruppo e ci scrive che non è d’accordo, dando voce a tutti quelli che, piuttosto che neri, si sono comprati gli occhiali da sole azzurri, e così dentro la stessa rivista (Totem come metafora di vita?) si parla dello stesso argomento da opposte angolazioni...
A me personalmente, per molto tempo (anni) è piaciuto molto il nero, poi un giorno stavo comprando un golf e la commessa mi chiese "di che colore?" ed io stavo per dire il solito nero quando vidi, nella pila di golf taglia L un bellissimo azzurro-polvere e da allora (era il 92) non sono ancora uscita dal trip dell’azzurro... d’altronde, prima del nero, sono stata qualche anno in fissa col rosa (tanto che mi avevano soprannominata Donna Rosa!), dalla qual cosa si può facilmente evincere che le scelte non sono quasi mai equilibrate ma risentono dell’umore, del tempo, dai soldi ma soprattutto dalla fissa del momento.
Eppoi se ti piace Edìka puoi anche sopportare le "Storie della benedetta naja" e se detesti il nero puoi sempre scrivere a noi... ma dove lo trovate un altro giornaletto così!

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