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Storiacce

Lui si eccita solo quando la sua ragazza parla di Bertinotti, così; si cerca nuove storiacce

di Chi vivrà sarà vero che vedrà?, Roma
Salve amici...
sono un ragazzaccio di Roma che ha purtroppo superato i 28 anni e di certo, anche se con dolore (?) non posso sicuramente definirmi un pilastro di questa graziosa ed avvincente società.
Ho più volte ascoltato i messaggi di imprenditori Bresciani che ci convincono ad emigrare al nord perché là, secondo loro, c’è offerta di occupazione... e pensare che io ho accannato, dopo un mese, l’ultimo lavoro che avevo trovato qui a Roma per il fatto che dovevo uscire di qualche chilometro dal raccordo anulare...
Soffro d’insonnia, per cui quando posso mi piace far mattina con gli amici in birreria o altrove: purché si spari cazzate e si rida.
Se poi rimango solo passo la notte a farmi le canne per scrivere poesie e registrare ogni sorta d’alterazione che mi sballotta il teschio, oppure cucino e mangio come una bestia sino a che la nausea non mi concilia il sonno.
Ciò nonostante mi definisco un tipo tranquillo, nel senso (per lo meno) che non rompo i coglioni a nessuno. Per dirla in una parola: scoppio in silenzio.
Da un po’ sto con una ragazza con la quale ho un rapporto "complessivamente" possibile. Mentalmente viaggiamo in sintonia (e non è poco) ma purtroppo sul piano sessuale la cosa non corrisponde. Io a lei piaccio molto ma la cosa non è reciproca. Se dipendesse da lei (anche se non l’ha mai preteso) si starebbe sempre a scopare. Ma più io percepisco in lei questa brama più a me passa del tutto. Le uniche volte che m’attizzo un po’ è quando mi parla di Bertinotti, è un argomento che la prende, la coinvolge pienamente, per cui in quei momenti so che non pensa al sesso. Solo che in quei momenti non scopiamo mai perché se la interrompo si incazza.
Mha!... ho più volte provato a dire a me stesso che tutto ciò (in fondo) non era un problema, ma più me lo ripetevo più il non-problema metteva radici... radici che annaffiate ben bene dall’insonnia hanno generato in breve una foresta cupa.
Così ho smesso di ripetermi che "non era un problema" ed ho (ri)cominciato a cercarmi "storiacce". Sin qui tutto a posto. Il punto però è che io con le pischelle non sono mai stato un drago. Non mi ritengo cretino e neanche brutto. Sono timido. Timido un botto!
Più una ragazza mi piace e più sono fregato. Succede più o meno così: l’approccio mi riesce abbastanza naturale, comunico disinvoltamente e siccome qualche qualità ce l’ho riesco a farla emergere ed a risultare simpatico... ed allora "è fatta!" direte voi... "ma de ché?" rispondo io!!
Il dramma esce fuori già dal secondo incontro in cui, con una disinvoltura sconcertante, riesco a smentire e capovolgere tutte le buone impressioni che avevo fatto. Così da simpatico divento stronzo, da loquace muto, da estroverso introverso, da sciolto e disinvolto a rigido come un blocchetto di travertino.
Oramai sono due anni che vanno avanti queste storie. E’ una sorta di meccanismo perverso che pur partendo da me si distacca dal mio controllo e mi porta a fare tutta una serie di cazzate che non capisco, non scelgo, non c’entrano nulla... assolutamente nulla.
So che esistono problemi più gravi, ma ciò non toglie che mi sia rotto i coglioni a sufficienza. Secondo voi, a parte Freud e il suo costoso esercito di bei vicari, c’è qualcosa che posso/potrei fare per interrompere questo stressante spot? Oppure devo rassegnarmi ad arraparmi con le storie di Bertinotti per il resto della mia vita? Non ho nulla su Bertinotti (ci mancherebbe!), il punto è che le sue avventure mi vengono sempre raccontate da ragazze che... non amo.

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La nostra risposta:
Caro Chi vivrà,
non mi sembra che in questo particolare momento gli imprenditori del Nord facciano a gara per assumere operai provenienti dal Sud, anzi: tra secessione, parlamento di Mantova (tra l’altro la Lega ha vinto al Nord con un voto su tre: come mai gli altri due permettono ai leghisti di parlare a nome di tutti loro? (non diciamo nemmeno la parola "padania", perché non è mai esistita né come entità geografica, né politica, né sociale, né economica) Come mai gli altri due terzi non si sentono in dovere di fare una manifestazione davanti al loro parlamento fasullo? Boh!) ed attacchi alle "maestrine terrone", mi sembrano veramente usciti dal seminato, che al limite, in nome di un federalismo reale, sarebbe stato anche comprensibile, anche se non condiviso.
Comunque, aldilà dei problemi politici che non sembrano essere il punto focale della tua lettera, anche se eccitarsi quando si parla di Bertinotti sfiora la depravazione, mi sembra di capire che, esclusi i momenti di cui sopra, la fanciulla in questione non si scaldi facilmente, quindi se ti ecciti probabilmente non dipende da cosa parla ma del modo con cui ne parla.
La soluzione comunque non è né continuare ad arraparti con le storie di Faustino, né continuare a fare quelle che tu chiami "trovarti storiacce": credo che tu, come tutti, abbia bisogno prima di tutto di amare (e non mi stancherò mai di ripetere che amare non è essere amati, ma amare e basta, nonostante e proprio perché sei ricambiato), e che non potrai mai amare veramente se prima non lascia la tua attuale ragazza. Non si può riempire niente che non sia vuoto e l’amore ha bisogno di tutto il tuo cuore, non importa che sia un grande od un piccolo cuore: l’importante è avere un cuore che si lascia riempire dall’amore.
In fondo se queste "storiacce" vanno sempre a finire male, è perché sei tu a non volere che vadano oltre, perché ancora non ti senti sicuro di voler veramente rinunciare ad rapporto inappagante e destinato a finire, ma dal quale riesci ancora a spremere qualche soddisfazione, piuttosto di rischiare di restare solo con la magra consolazione di qualche "storiaccia" tanto per arginare la solitudine. Mi dispiace quando sono costretta ad essere drastica, ma non mi sento di dire ad un ragazzo giovane che trascina un rapporto arrivato alla sua naturale conclusione di pensarci bene, di "cercare di salvare il rapporto": quando un rapporto ha bisogno di essere salvato è perché lasciato a se stesso morirebbe, ma un rapporto è, come tutto, fatto di un inizio, una crescita ed un picco al quale seguono inevitabilmente declino e fine.
Questo non vuol dire che non possa rinascere, ma per poterlo fare deve morire e forse, se ha prodotto dei frutti, dai loro semi possono nascere non uno, ma tanti nuovi rapporti (amicizia, complicità, affetto e, perché no?, anche un nuovo amore) che però non saranno mai identici al primo ma la sua naturale prosecuzione. Possono, mica devono.
Comunque questa storia ormai è finita ed ora devi lasciarla andare: allora, probabilmente, le "storiacce" diventeranno storie e dalle storie, prima o poi, nasceranno nuovi rapporti che, senza il peso di un rapporto finito sulle spalle, sarai in grado di gestire molto meglio.

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